La Veneranda Arca di S. Antonio si racconta

Giovedì 12 dicembre alle 20.45 il Presidente Capo e il Collegio di Presidenza della Veneranda Arca di S. Antonio invitano la cittadinanza allo Studio Teologico del Santo per raccontare le attività svolte e sostenute nel corso dell’anno. Gli interventi saranno accompagnati dalle voci della Schola Cantorum “Psalliter Sapienter” diretta da Letizia Butterin. Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti

Per immagini: http://bit.ly/VenerandaArca2019

Il 2019 è stato un anno particolarmente denso di attività per la Veneranda Arca di S. Antonio, l’ente che dal 1396 amministra, tutela e valorizza il patrimonio architettonico, storico e culturale del complesso antoniano.

A chiusura dell’anno, il Presidente Capo e il Collegio di Presidenza hanno voluto organizzare, giovedì 12 dicembre alle 20.45 allo Studio Teologico della Basilica del Santo, un incontro aperto alla cittadinanza per raccontare questi dodici mesi che li hanno visti impegnati non solo nel portare a termine importanti lavori di restauro all’interno della basilica, ma anche nell’organizzazione di mostre, simposi ed eventi culturali, realizzati attivando importanti sinergie con istituzioni e partner nazionali e internazionali, pubblici e privati, con l’obbiettivo di valorizzare e far conoscere la basilica e i suoi innumerevoli tesori sia ai cittadini padovani sia ai numerosi turisti e pellegrini che ogni anno visitano la città del Santo.

La serata, ad ingresso libero e gratuito, vedrà la partecipazione della Schola Cantorum “Psalliter Sapienter” diretta da Letizia Butterin, che accompagnerà la presentazione con interventi musicali. Il programma impaginato per l’occasione toccherà i temi propri di questo periodo dell’anno: dall’antifona per S. Lucia, festeggiata il 13 dicembre, ai canti dell’Avvento, che suggeriscono atmosfere dense di attesa, passando per i brani dedicati alla Madonna del Llibre Vermell, incentrati soprattutto sulla Solennità dell’Immacolata Concezione appena trascorsa; il tutto suggellato da un’ode alla Santissima Trinità, composta dalla Badessa renana Hildegard von Bingen, mistica e Dottore della Chiesa, originale compositrice di liriche sacre del Medioevo.

Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti

Per informazioni
Veneranda Arca di S. Antonio
arcadisantantonio@gmail.com
www.arcadelsanto.org

PADOVA URBS PICTA

Costante e intenso è stato per la Veneranda Arca di S. Antonio l’impegno ambizioso rappresentato dalla candidatura UNESCO per il 2020 di Padova Urbs Picta, percorso culturale unico al mondo che raccoglie le opere pittoriche di artisti che decorano in città luoghi civili e sacri nell’arco di un intero secolo a partire dall’impulso innovativo straordinario che Giotto aveva portato realizzando il suo indiscusso capolavoro, la Cappella Scrovegni. La Basilica Antoniana partecipa alla candidatura con quattro cicli di affreschi: la giottesca Sala del Capitolo, la Cappella del Beato Luca Belludi di Giusto de’ Menabuoi, la Cappella di San Giacomo, con opere di Altichiero da Zevio e Jacopo Avanzi e l’Oratorio di San Giorgio, affrescato da Altichiero da Zevio.

I RESTAURI

Sono state numerose le opere riportate a loro originario splendore grazie all’intervento della Veneranda Arca di S. Antonio e alla partecipazione di numerosi partner pubblici e privati.

Grazie al sostegno della Fondazione Farmafactoring di Milano, nel marzo 2019, dopo il restauro effettuato da Giorgio Socrate (Arte e Restauro Srl), è ora visibile ai visitatori del Museo Antoniano il Sant’Antonio di Rinaldino di Francia (1390 c.a.), forse la più antica scultura raffigurante il Santo, originariamente collocata sopra la porta della basilica.

I lavori, eseguiti da Valentina Piovan a luglio e settembre 2019 e realizzati con il sostegno della Famiglia Tabacchi, nella cappella della Madonna Mora, hanno riportato a nuova luce la Madonna in Trono, opera dell’inizio del XV secolo e le figure di quattro santi, della seconda metà del 1300.

Interventi realizzati da Giorgio Socrate (Arte e Restauro Srl), hanno interessato anche l’atrio della sacrestia. In particolare, la lunetta con Madonna e Gesù Bambino tra i santi Antonio e Francesco, databile alla fine del XIII secolo, è stata restaurata dalla Veneranda Arca con la raccolta fondi della Rassegna Musicale curata da MOMus – More Music Padova. Grazie alla Società Calcio Padova è tornato inoltre alla sua originaria bellezza l’affresco dell’inizio secolo XVI Sant’Antonio predica ai pesci, che presenta una rara iconografia di Antonio, almeno nel nostro territorio.

Il restauro sostenuto da JTP Informatica di Andrea Paquola e realizzato da Artecno di Lisa Tordini nel maggio 2019 ha interessato le due Acquasantiere rinascimentali all’ingresso della basilica, una delle quali è sormontata dauna statua di Cristo realizzata da Tiziano Aspetti del 1599. Nella navata di destra i lavori si sono concentrati sul Monumento di Melchiorre Cesarotti di Santo Varni (1842). Il lavoro, realizzato da Monica Vial, è stato reso possibile dalla Pro Loco di Selvazzano Dentro (PD).

Ultimo in ordine cronologico il restauro del Monumento a padre Matteo Ferchio (1671) sul pilastro a sinistra della Cappella delle Benedizioni, sostenuto da Lions Club Padova Antenore e realizzato da Monica Vial nel dicembre 2019.

Molto importanti si sono rivelate anche le numerose analisi diagnostiche realizzate nella Sala del Capitolo, sulla base di una convenzione fra la Veneranda Arca di S. Antonio e il Centro Interdipartimentale di Ricerca per lo Studio dei Materiali Cementizi e dei Leganti Idraulici (CIRCe) dell’Università di Padova, nel periodo dicembre 2017-aprile 2018. Le ricerche, cui hanno partecipato IPERION CH (MOLAB), l’Istituto CNRISAC (Unità di Padova) e il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università, sono state effettuate nell’ambito di un progetto multidisciplinare volto a verificare lo stato di conservazione degli affreschi e degli intonaci presenti. Partendo da porzioni di intonaco scoperte duranti i lavori effettuati prima del 1900, che hanno rivelato due frammenti di una crocifissione, probabilmente eseguita da Giotto nella sala, le analisi hanno concluso che con buona probabilità esistono ampie porzioni dell’affresco giottesco da recuperare sotto lo strato superficiale.

Sul versante librario, la Veneranda Arca di S. Antonio si è affidata nel maggio 2019 al Laboratorio di restauro del libro e delle opere su carta dell’Abbazia di Praglia per il restauro della Summa de aritmetica, geometria, proportioni et proportionalita di Lucas De Burgo Sancti Sepulchri (Luca Pacioli) del 1494, primo trattato di aritmetica generale, di aritmetica pratica per uso mercantile e di algebra che sia stato stampato applicando le teorie di scienziati come Euclide, Boezio, Giovanni Sacrobosco e Leonardo Fibonacci.

Sempre grazie all’intervento dell’Arca, è stata recuperata dal mercato antiquario una lettera, datata 20 marzo 1896, tra Giuseppe Verdi e il musicista e musicologo Giovanni Tebaldini. Il prezioso documento è ora nuovamente a disposizione degli studiosi e dei ricercatori, insieme agli oltre novemila spartiti musicali, nonché ritratti e oggettistica, libri, manuali teorici, che costituiscono il prezioso capitale dell’Archivio della Cappella Musicale antoniana, custodito oggi presso la Pontificia Biblioteca della basilica.

LE MOSTRE

Durante tutto il 2019 la Veneranda Arca ha organizzato e ospitato numerose esposizioni per valorizzare il patrimonio di cui è custode, i chiostri della basilica e le salette attigue al Museo Antoniano, nuovo spazio espositivo restaurato e inaugurato proprio quest’anno.

Ad aprile e maggio nel Chiostro Generale si è tenuta la mostra fotografica “La lunga Vita Nuove generazioni: ambizioni alla prova” curata da Alessandro Scotti e realizzata dalla Fondazione Farmafactoring con il patrocinio della Veneranda Arca di S. Antonio e la collaborazione del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova. Le immagini del fotografo Costantino Ruspoli, attraverso un percorso di situazioni e luoghi, hanno cercato di rappresentare le relazioni (con la famiglia, con le istituzioni, il gruppo dei pari) che costruiscono il rapporto con il corpo e la salute nelle giovani generazioni.

Dal 23 maggio al 31 luglio le salette del Museo Antoniano hanno ospitato la mostra “Il Santo com’era: rappresentazioni della Basilica attraverso i secoli, curata da Alessandro Borgato e Giovanna Baldissin Molli. L’esposizione, organizzata dalla Veneranda Arca del Santo con il Museo Antoniano e il Centro Studi Antoniani, con il patrocinio del Comune di Padova e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e RovigoWide Group SpA, broker di assicurazioni specializzato nel settore fine art, Alì S.p.A. e della Fondazione Peruzzo, presentava una selezione di opere rare e inedite, provenienti dalle diverse raccolte del complesso antoniano e da collezioni private, che bene illustrano l’aspetto architettonico e artistico del complesso basilicale di Sant’Antonio e delle aree contermini del capoluogo patavino, anche attraverso testimonianze relative ad eventi fondamentali della sua storia, quali le modificazioni di epoca rinascimentale, dettate da cambiamenti negli usi liturgici, il terribile incendio del 1749 e le profonde alterazioni in epoca moderna.

Ideale proseguimento è stata l’esposizione con la quale la Veneranda arca ha partecipato a “Photo Open Up”, primo Festival Internazionale di fotografia, ideato da Comune di Padova, Assessorato alla Cultura e Arcadia Arte, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo: Padova Sacra. Arte architettura, religiosità e devozione popolare nell’immagine fotografica, 1850-1931” (21 settembre – 27 ottobre 2019). Curata dal collezionista e studioso di storia della fotografia Giuseppe Vanzella e coordinata da Alessandro Borgato, la mostra ha voluto essere un’indagine degli elementi attinenti il sacro nella città di Padova, nel periodo che va dalla metà del XIX secolo, all’incirca l’epoca della nascita della fotografia su carta, all’anno del settimo centenario della morte di S. Antonio.

Il tema scelto per il Giugno Antoniano 2019, “L’incontro con l’altro”, è stato all’origine de “La mazza e la mezzaluna. Reliquie e manoscritti del viaggio del beato Odorico da Pordenone in Asia (1318-1330)”, ai Musei Antoniani di Padova (9 giugno – 4 ottobre 2019) a coronamento dei Laboratori di Storia condotti in Archivio della Veneranda Arca di S. Antonio dal prof. Gionata Tasini, docente del Liceo Scientifico “R. Bruni” di Padova con le classi del triennio, con la collaborazione della prof.ssa Giorgetta Bonfiglio-Dosio e del prof. Miroslaw Lenart. Partendo da un oggetto molto particolare, una mazza da cerimonia donata dal re polacco Giovanni III Sobieski, ai Musei sono stati esposti oggetti preziosi provenienti dalla Basilica e documenti dell’Archivio della Veneranda Arca, quali il Reliquiario della terra portata dall’Oriente dal beato Odorico da Pordenone e il Reliquiario del bicchiere di Aleardino. In occasione della seconda edizione di “Solidaria”, la mostra si è arricchita della copia manoscritta della Relatio de mirabilibus orientalium tatarorum di Odorico da Pordenone, realizzata nel 1400 da un frate amanuense del convento del Santo e attualmente conservata nell’Archivio di Stato. Alla figura di Odorico da Pordenone è stata dedicata inoltre “Odorico da Pordenone. Le nuove e meravigliose cose straniere”, con l’esposizione, nelle salette attigue allo spazio museale, delle tavole originali della graphic novel disegnate da Luca Salvagno, uno dei maestri del fumetto italiano, che ne ripercorrono il viaggio in Oriente.

Dal 15 giugno al 6 luglio, infine, due esposizioni in contemporanea hanno interessato il settecentesco salone antico della Pontificia Biblioteca Antoniana, anch’esso da poco restaurato ed aperto al pubblico: ʹ700 Veneziano. Opere dalla Collezione Gallo Fine Art”, curata da Fabrizio Magani e “Coronelli e il suo tempo”, a cura di p. Alberto Fanton, direttore della Biblioteca, e Alessandro Borgato. Una selezione di trenta dipinti di maestri veneti dell’ultimo secolo di vita della Serenissima Repubblica appartenenti alla collezione privata di Graziano Gallo con alcune importanti integrazioni da altre collezioni, sono stati accostati ad importanti atlanti a stampa del XVII e XVIII secolo della collezione della Biblioteca. In quell’occasione è stato possibile ammirare due eccezionali globi, uno celeste e l’altro terrestre, del padre Vincenzo Coronelli, frate francescano, cosmografo ufficiale della Serenissima e fondatore dell’Accademia degli Argonauti, la prima società di geografia al mondo.

CONCERTI

La storia della basilica del Santo è legata anche alla musica, che per essa è stata prodotta da secoli e che in essa viene eseguita.

Domenica 12 maggio 2019, l’Oratorio di San Giorgio ha ospitato il concerto di musica sacra Ave Maria eseguito dall’Ensemble Vaga Luna diretto dal Stefano Lovato in occasione del mese mariano.

Per il Giugno Antoniano la Veneranda Arca si è fatta promotrice di altri due eventi musicali. Giovedì 6 giugno, in concomitanza con l’inaugurazione della mostra “La mazza e la mezzaluna” l’oratorio di San Giorgio ha ospitato i canti medievali della Schola Cantorum “Psalliter Sapienter” diretta dal M° Letizia Butterin, a cui è seguito, sul sagrato della Basilica, un concerto di djembe a cura di Ritmolandia di Paolo Agostini.

Il 20 giugno la musica sacra di Wolfgang Amadeus Mozart ha risuonato nella basilica di S. Antonio con il concerto “Cosmiche armonie”, promosso dalla Veneranda Arca insieme all’Università di Padova, in cui si sono esibiti il Coro grande e l’orchestra del Concentus Musicus Patavinus, diretti rispettivamente dai maestri Antonio Bortolami e Mauro Roveri, con la partecipazione del Coro Polifonico di Piove di Sacco diretto dal maestro Raffaele Biasin. Ad affiancare le note compagini orchestrali e corali cittadine il soprano Rosanna Lo Greco, il mezzosoprano Victoria Massey, il tenore Nicolò Dal Ben e il basso Maurizio Franceschetti.

DIVULGAZIONE E FORMAZIONE

Nel corso dell’anno, la Veneranda Arca ha organizzato e partecipato ad importanti eventi di formazione e divulgazione. Ne sono esempio gli itinerari dell’arte che hanno interessato l’Oratorio di San Giorgio e i Musei antoniani (“Il bello e la bestia. San Giorgio eroe|guerriero|martire – 23 aprile 2018) e il “Settecento notturno”, due serate a giugno e luglio guidate da Denis Ton, Conservatore Musei Civici di Belluno e Giovanna Baldissin Molli, per far conoscere le collezioni settecentesche del Museo Antoniano.

Grande successo ha avuto anche il ciclo di eventi gratuiti dedicati alla cittadinanza “I Tesori del Santo”, promosso da il Mattino di Padova (Gruppo Gedi) insieme alla comunità dei frati francescani del Convento, al Messaggero di Sant’Antonio, alla Pontificia Biblioteca Antoniana e al Museo Antoniano.

Giornate internazionali di studio sono state dedicate all’umanista trentino Sicco Rizzi Polenton (1375/76–1446/47) nel sesto centenario della Fabula Catinia (17-18 maggio 2019) promosse dall’Amministrazione di Anguillara Veneta e dal Dipartimento di scienze storiche, geografiche e dell’antichità dell’Università di Padova, patrocinate dalla Regione del Veneto e dal FAI.

Lo Studio Teologico del Santo ha ospitato dal 22 al 24 maggio 2019 il Convegno internazionale di studi “Cultura arte e committenza nella basilica di Sant’Antonio a Padova tra Ottocento e Novecento” promosso e organizzato dal Centro Studi Antoniani – Istituto di ricerca scientifica della Provincia Italiana di Sant’Antonio dei Frati Minori Conventuali in collaborazione con l’Università IUAV di Venezia e il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova.

Nell’ambito del Master di II livello di Alta specializzazione per Guida Turistica organizzato dal Pontificio Ateneo S. Anselmo venti guide provenienti da tutta Italia hanno trascorso una giornata al Santo alternando lezioni frontali a visita della Basilica.

Il Chiostro della Magnolia ha inoltre ospitato l’incontro di aggiornamento per docenti di Storia dell’Arte organizzato da Mondadori Educational con il professore Salvatore Settis.

La Veneranda Arca di S. Antonio ha intrapreso diversi progetti formativi in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova. Gli studenti hanno potuto condurre un percorso di stage negli uffici operativi dell’Ente e in Archivio. Per il corso di laurea triennale in Storia sono state organizzate lezioni in Archivio dedicate alla storia dell’Arca e al suo prezioso patrimonio documentale. Inoltre, sotto gli auspici della Veneranda Arca e grazie ad un progetto di finanziamento dell’Ateneo patavino è stato realizzato il libro Divine splendour, dedicato all’oreficeria sacra a Venezia tra 1300 e 1475, edito dal Centro Studi Antoniani.

L’Archivio della Veneranda Arca di S. Antonio, che quest’anno ha ottenuto dalla Regione del Veneto il Riconoscimento di Interesse Locale, ha patrocinato i corsi dell’Autunno Paleografico 2019 un’iniziativa della Societas Veneta per la storia religiosa, creata oltre trentacinque anni fa dal prof. Paolo Sambin, vero patriarca degli studi storici del Veneto, poi proseguita con il coordinamento con il coordinamento del prof. Sante Bortolami. Ha inoltre partecipato ad Atlante Veneto 2.0, attivato nel 2012 a seguito di una convenzione stipulata tra Regione del Veneto e Fondazione Benetton, che prevede un monitoraggio sulla consistenza e qualità dei materiali cartografici conservati in Veneto, la promozione di corsi di formazione e la stesura di linee guida nazionali per la catalogazione.

Per informazioni
Veneranda Arca di S. Antonio
arcadisantantonio@gmail.com
www.arcadelsanto.org

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