Musikè porta la Bigotta in prima nazionale a Rovigo

La quattordicesima edizione di Musikè si chiude con una prima nazionale, La Bigotta, il 10 settembre al Teatro Sociale di Rovigo. Un racconto di musica e parole, con la voce recitante di Antonio Rezza e con l’Orchestra del Mare, dove i musicisti suonano strumenti costruiti con il legno delle barche approdate a Lampedusa.

Con un evento intenso e profondamente simbolico si conclude la quattordicesima stagione di Musikè, la rassegna di musica, teatro, danza della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Mercoledì 10 settembre 2025, alle ore 21.00, al Teatro Sociale di Rovigo la rassegna propone, in prima nazionale, La Bigotta: un racconto di musica e parole che intreccia teatro e impegno civile, portando sul palco storie di migrazione, metamorfosi e speranza.

Migranti, memoria, riscatto. Musikè porta a Rovigo La Bigotta

La voce inconfondibile e tagliente di Antonio Rezza, Leone d’Oro alla carriera della Biennale di Venezia e autore del testo originale, farà da contrappunto alle musiche di Fabio Massimo Capogrosso, pluripremiato autore di colonne sonore per il cinema. L’esecuzione musicale è affidata all’Orchestra Bruno Maderna e all’Orchestra del Mare con la direzione di Danilo Rossi,già prima viola del Teatro alla Scala e protagonista di un percorso artistico tra i più eclettici e originali del panorama italiano.

L’Orchestra del Mare: strumenti nati dai barconi

L’Orchestra del Mare, nata nel 2021, oltre che compagine musicale, è un progetto umano e civile, che ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica. Una vera orchestra di pace, che si propone come messaggio da trasmettere anche nelle scuole, perché la bellezza possa diventare coscienza.

I suoi strumenti sono unici: violini, viole, violoncelli, contrabbassi, chitarre, mandolini, mandole, percussioni, costruiti non con i legni pregiati della liuteria classica, ma con il materiale recuperato a Lampedusa dalle imbarcazioni dei migranti. Legno impregnato di salsedine, gasolio e memoria. Strumenti verdi, azzurri e gialli, nati da tavole che prima solcavano il Mediterraneo. Non abeti o aceri, ma legni crepati, corrosi dal sale e segnati dal tempo.

Un legno che racconta un lungo viaggio: nato e cresciuto in Africa, un tempo parte di alberi venerati come custodi di memoria e tradizione, viene abbattuto, attraversa il deserto, raggiunge il mare, sale sui barconi dei migranti e approda a Lampedusa. Grazie a mani esperte, rinasce: non più barca precaria, ma strumento musicale, portatore di speranza.

La direzione di Danilo Rossi con l’Orchestra Bruno Maderna

A trasformare il legno sono persone detenute nelle carceri di Milano, Monza, Napoli e Rebibbia, che hanno imparato il mestiere di liutai all’interno di un percorso di formazione professionale e di crescita personale, realizzato con la collaborazione della Fabbrica della Basilica di San Pietro. In questo processo, la materia cambia, ma cambiano anche le mani che la lavorano: l’arte diventa una forma di giustizia e di riscatto, mettendo in pratica l’articolo 27 della Costituzione Italiana, secondo cui “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.”

Il titolo dello spettacolo, La Bigotta, viene dal lessico marinaresco: una sfera di legno forata, attraversata da una cima di canapa che tiene unite due estremità. Una metafora potente della trasformazione e dell’unione: quella tra passato e presente, tra chi fugge e chi accoglie, tra chi cade e chi ricostruisce, ma anche una metamorfosi reale, che coinvolge la materia e chi la lavora.

Un racconto scenico originale e inedito, proposto da Musikè in preparazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

Un racconto scenico originale e inedito, proposto da Musikè in preparazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che fa parte del percorso di avvicinamento al Giubileo dei Migranti, in programma a Roma il 4 e il 5 ottobre 2025. Un progetto che nasce dal bisogno di raccontare una realtà spesso rimossa, superando le ideologie per restituire centralità all’essere umano, alla sua dignità e alla sua voce.

In chiusura di una rassegna che ha saputo unire qualità artistica e attenzione ai temi del presente, Musikè affida alla musica e al teatro la responsabilità di farsi testimonianza, memoria e azione.

Biglietti in vendita su www.ticketone.it
e al botteghino del teatro un’ora prima dell’inizio dello spettacolo

Per informazioni
info@rassegnamusike.it
www.rassegnamusike.it

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