Il Pride torna a Padova il 1 giugno

Il Veneto tra maggio e giugno ospiterà una straordinaria Onda di Pride veneti, tre le città coinvolte: il 18 maggio a Verona, il 1 giugno a Padova e il 15 giugno a Vicenza ma l’elenco è ancora provvisorio. I cinquant’anni delle proteste di Stonewall, che in America ha dato il via al moderno movimento LGBTI+, e un clima politico sempre più pericoloso per i diritti civili e sociali fra le ragioni di una mobilitazione che coinvolgerà tutta la Regione Veneto.

La rivolta di Stonewall, avvenuta a New York il 27 giugno del 1969, è generalmente considerata il momento di nascita del moderno movimento LGBTI+ (Lesbiche, Gay,Bisessuali, Transgender, Intersessuali, più ulteriori persone e gruppi nonconformi agli stereotipi sessuali e di genere) e nel prossimo giugno se ne celebreranno i 50 anni. Per la particolare coincidenza con il clima politico che stiamo vivendo, la celebrazione di questo anniversario diventa un simbolo della necessità di resistere e di opporsi civilmente alla barbarie politica che attraversa il Paese.

Normalmente in Veneto le associazioni promotrici scelgono ogni anno una sola città per ospitare il Pride. Tuttavia la particolare coincidenza del prossimo anno ha portato a rivedere questa prassi e a realizzare un’onda di manifestazioni, il 18 maggio aVerona, il 1 giugno a Padova e il 15 giugno a Vicenza, con manifestazioni e iniziative collaterali in numerose città, piccole e grandi, sparse in tutto il Veneto.

L’annuncio parte in modo corale dalle città coinvolte e dalle associazioni promotrici; Arcigay Tralaltro Padova, Arcigay Pianeta Milk Verona, ARCI Verona, Arcigay 15 giugno VicenzaCircolo Pink e Non Una Di Meno Verona, Antéros LGBTI Padova, Collettivo Kosmos, UDU – Unione degli Universitari, la Rete Studenti Medi del Veneto, Collettivo dei Corpi Eretici.

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A Padova il Pride si svolgerà per il secondo anno consecutivo. La manifestazione, come già successo quest’anno, coinvolgerà e porterà in piazza sempre moltissime persone e vedrà numerosi eventi che porteranno le tematiche LGBTI+ legate al Pride al centro della città.

Nel 2018 all’interno dell’”Onda Pride”, la sigla che idealmente collega tutti i Pride che si svolgono annualmente in Italia, ci sono state quasi trenta manifestazioni. Per il prossimo anno è facile immaginare che tutta Italia sarà attraversata da un’Onda di manifestazioni anche più numerosa e partecipata di quella di quest’anno; “Del resto i motivi per manifestare ci sono tutti” spiega Mattia Galdiolo, Portavoce del Padova Pride, “L’erosione dei diritti civili è sotto gli occhi di tutti e non si tratta di iniziative esclusivamente dell’attuale governo. Veniamo da anni di limitazioni dei diritti, nel lavoro, nella partecipazione politica, nella libertà di espressione. Con vari pretesti; la sicurezza, la crisi economica, la necessità di essere competitivi, ci siamo dimenticati che alla base di tutto ci sono gli individui. I Pride sono grandi manifestazioni che oggi più che mai devono essere, e il Padova Pride sarà, grandi manifestazioni di liberazione e di rivendicazione. Perché il Pride non è solo orgoglio LGBTI+ ma è anche antirazzismo, accoglienza, laicità, diritti civiliche vanno di pari passo coi diritti sociali e politici.”

Il 18 gennaio al CSO Pedro (in Via Ticino, 5 a Padova) ci sarà il primo di una serie di concerti e feste di finanziamentoper il Padova Pride che andranno avanti fino a giugno. A inizio febbraio inoltre verrà organizzato “Ad alta voce – saperi e pratiche di genere per una società egualitaria”, dibattito su genere e inclusività. Interverranno Laura Boldrini (politica, giornalista e funzionaria italiana), Porpora Marcasciano (attivista, presidente del MIT – Movimento IdentitàTransessuale) e un’attivista di Non Una di Meno- Padova (nodo territoriale del movimento transfemminista globale NUDM). Il dibattito sarà l’occasione per confrontare tre percorsi femministi differenti, ognuno con molti punti d’interesse e di forza che dialogheranno nella cornice del Pride.

La scelta di questo tema per il primo evento culturale del Pride non è casuale, tutto il percorso del Padova Pride per il 2019 farà proprio un femminismo diffuso e più in generale quest’anno il Pride di Padova rivolgerà l’attenzione sul genere e su come gli stereotipi di maschile e femminile siano la base comune dell’odio verso tutto quello che non risponde alla norma del binarismo di genere. Una norma imposta che causa discriminazioni, sia per orientamento sessuale che per identità o espressione di genere, senza dimenticare l’odio e le varie forme di discriminazione a cui le donne sono esposte. Pertanto il Pride di quest’anno farà propria una politica femminista di tipo inclusivo come chiave di volta per per combattere un ampio spettro di battaglie sia politiche che culturali, di inclusione, valorizzazione delle differenze e di liberazione.

Per presentare i temi del Pride e fornire un’occasione di confronto con tutta la città, persone, associazioni, e tutte lerealtà del territorio, è stata organizzata un’Assemblea Pubblica Cittadina aperta a tutti e tutte il giorno 10 gennaio alle ore 21 a Palazzo Moroni. Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sugli incontri relativi al Padova Pride si possono trovare su padovapride.it.

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