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La “Petite messe” di Rossini all’Oratorio di San Giorgio

Lunedì 24 maggio ore 19.30 in prova generale aperta al pubblico e domenica 30 maggio alle ore 18.30, il trecentesco Oratorio di San Giorgio in Piazza del Santo a Padova ospiterà l’esecuzione della “Petite messe solennelle” di Gioachino Rossini. L’Ensemble Wolf Ferrari, diretto dal Maestro Stefano Lovato, eseguirà la celebre partitura rossiniana nell’edizione originaria del 1863 per dodici cantanti, pianoforte e harmonium. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria alla mail arcadisantantonio@gmail.com.

La grande musica nel trecentesco Oratorio di San Giorgio

Una rara esecuzione della “Petite messe solennelle” di Gioachino Rossini nella sua versione originaria del 1863, eseguita dall’Ensemble Wolf Ferrari, diretto dal Maestro Stefano Lovato, diventa un’occasione speciale per riportare la grande musica nel trecentesco Oratorio di San Giorgio in Piazza del Santo a Padova.

Sarà aperta al pubblico la prova generale di lunedì 24 maggio alle ore 19.30 e domenica 30 maggio alle ore 18.30 l’esecuzione dedicata a Giovanni Colombo Flores d’Arcais che la famiglia ha voluto dedicargli nel decennale della sua improvvisa scomparsa.

Una rara esecuzione della versione originale rossiniana del 1863 per dodici cantanti, pianoforte e harmonium

Sentire questa messa nella versione originale è piuttosto raro viste le enormi difficoltà vocali della partitura, che normalmente si canta con un coro grande e quattro solisti. L’Ensemble Wolf Ferrari ha cercato di restituirla alla sua dimensione primigenia, ovvero intima e quasi “privata”.

Scritta nel 1863 per dodici cantanti, – dodici “voci d’angelo” scrive Rossini – due pianoforti e harmonium, la Petite Messe fu eseguita per la prima volta il 14 marzo 1864 in casa della contessa Luise Pillet Will. Il carattere intimo dell’organico di composizione insolita (Petite) contrasta con lunghezza e complessità della scrittura (Solennelle) e da ciò deriva la sua grande originalità. Di grande interesse, inoltre, la parte dell’accompagnamento con il pianoforte usato in modo a volte quasi “jazzistico” e assai suggestivo timbricamente l’uso dell’harmonium che mira a “legare” i suoni del pianoforte, come useranno poi nel Novecento i musicisti della nuova scuola viennese: Arnold Schönberg, Alban Berg e Anton Webern.

Info e prenotazioni

Prenotazione obbligatoria alla mail  arcadisantantonio@gmail.com
Per informazioni
www.arcadelsanto.org

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