Venerdì 16 gennaio 2026, ore 19.30, al Teatro de LiNUTILE di Padova la proiezione del mediometraggio scritto e diretto da Miriam Zennaro, interpretato dalle attrici e dagli attori della Compagnia Giovani de LiNUTILE con la partecipazione di Marta Bettuolo. Serata di fundraising a sostegno della XIII edizione del Premio LiNUTILE del Teatro – La mia Opera Prima.
Ultimo appuntamento dedicato alle attività di fundraising a sostegno della XIII edizione del Premio LiNUTILE del Teatro – La mia Opera Prima, un progetto che da tredici edizioni è un riferimento per la scena Off e che, a partire dal 2025, per volontà dei direttori del Teatro Marta Bettuolo e Stefano Eros Macchi, affida ai più giovani la guida del percorso in tutte le sue fasi.
Venerdì 16 gennaio alle ore 19.30 il pubblico è invitato nel Teatro di via Agordat a Padova alla proiezione di L’estremo saluto, primo mediometraggio scritto e diretto da Miriam Zennaro, prodotto in collaborazione con il Teatro de LiNUTILE. Il film è interpretato da Teresa Mysiak, Marianna Filipuzzi, Anna Carraro, Marta Tridello e Sebastian Gottardo, attrici e attori della Compagnia Giovani de LiNUTILE, con la partecipazione di Marta Bettuolo, direttrice del Teatro de LiNUTILE.

Teatro de LiNUTILE: la proiezione del mediometraggio “L’estremo saluto”
Durante il funerale di una giovane ragazza, Anastasia, quattro amiche si ritrovano dopo cinque anni di silenzio e distanza.
Marlo, Petra, Lia e Gea rappresentano diversi modi – o fasi – di affrontare il lutto: Marlo incarna la tristezza e la depressione, Petra la rabbia, Lia la negazione e Gea l’accettazione. Nonostante si siano allontanate nel tempo, una volta chiuse nella stessa stanza riemergono le dinamiche del liceo. Non c’è la volontà di arrivare a una riconciliazione o a un perdono collettivo nei confronti di Anastasia: ciascuna affronta la perdita in modo personale, cercando di mantenere il decoro richiesto da una situazione come il funerale.
La giornata diventa così un confronto inevitabile con sensi di colpa e con il peso delle scelte che le hanno fatte allontanare.
Note di regia
La regia costruisce un racconto ravvicinato: l’uso frequente dei primi piani costringe lo spettatore a restare vicino alle protagoniste, condividendone lo stato d’animo. I campi larghi sono pochi: lo sguardo resta addosso alle protagoniste e allo spazio chiuso, amplificando una sensazione di soffocamento, mentre l’introduzione – accompagnata da una canzone dal tono allegro – crea uno scarto che spiazza e confonde, mostrando i preparativi come se si trattasse di una festa qualsiasi, e non di un rito funebre.

Una storia di amicizie e silenzi
«Il tema del lutto è sempre complesso da raccontare, perché ognuno di noi reagisce in modo diverso a una perdita. Con questo film ho voluto mostrare proprio questo: come, di fronte alla stessa situazione, le persone possano avere reazioni completamente opposte. Volevo anche raccontare una storia in cui la persona che muore non viene idealizzata, ma resta umana, con i suoi difetti e i suoi problemi. Mi interessava descrivere la sensazione soffocante di dover mantenere un certo decoro durante un evento come un funerale, mentre dentro si prova il bisogno di lasciar uscire il dolore e, in questo caso, anche il rancore verso chi non c’è più», spiega Miriam Zennaro.
Il ricavato contribuirà alla realizzazione della prossima edizione del Premio LiNUTILE del Teatro – La mia Opera Prima, in programma nel 2026.
Biglietto unico: € 5
Prenotazione obbligatoria su
www.teatrodelinutile.com